La Città Metafisica
Barletta. Una Città sospesa
Fotografie di Antonello DI GENNARO
La luce nell'arte, nell'architettura e nella fotografia La Barletta al limite del metafisico di Antonello Di Gennaro raccontata da Pio Tarantini Possono sembrare scenari di un film di impostazione metafisica gli edifici di Barletta − la città di mare a nord di Bari che è una delle più importanti tra quelle che punteggiano la costa adriatica della Puglia – nelle fotografie di Antonello Di Gennaro, fotografo materano impegnato, sul fronte organizzativo nella divulgazione della cultura fotografica. Antonello Di Gennaro realizza un progetto fotografico dedicato proprio a Barletta: si tratta di paesaggi urbani in cui alcuni possenti edifici, o scorci di essi, delineano un percorso visivo quasi senza tempo. Nelle fotografie non compaiono persone o elementi contemporanei – autoveicoli, insegne, infrastrutture moderne − che possano contestualizzare temporalmente i luoghi e la scelta di desaturazione quasi totale del colore accresce l’aura di tempo sospeso. Colpisce, nello scorrere le immagini, la solidità e la compattezza stilistica di queste architetture che sembrano uscite da un set medievale: i cieli che le sovrastano sono sempre nuvolosi con il risultato visivo di una luce diffusa che nulla concede alla spettacolarità della luce mediterranea. Questi paesaggi urbani sono il contrario del cartolinesco, si inscrivono nella consolidata tradizione di una fotografia geometricamente rigorosa che parte dalle esperienze ottocentesche di Alinari per giungere fino al contemporaneo Gabriele Basilico. Proprio sull’aspetto luministico insiste maggiormente l’autore nel raccontare questo suo lavoro, riconducendo alle molteplici capacità della luce di plasmare la materia uno degli aspetti più importanti della fotografia: se questa caratteristica del linguaggio visivo, non solo fotografico, si applica ad architetture fortemente connotate può dar vita a un lavoro intrigante in cui il manufatto viene esaltato non solo per le sue qualità intrinseche, ma per come si colloca e viene vissuto nello spazio.
Pio Tarantini
La luce nell’arte, nell’architettura e nella fotografia.
Il fotografo materano Antonello Di Gennaro espone a Barletta presso il Polo Museale di Barletta ubicato nel Castello Svevo, dal 26 luglio al 19 agosto 2018.
Il progetto prevede una serie di immagini realizzate lo scorso marzo 2018 per rappresentare il rapporto tra Arte e Architettura in relazione al concetto di luce naturale. Il fotografo racconta in maniera semplice ed intuitiva alcuni concetti relativi al concetto di luce.
Definendo il significato di luce troviamo che è l’ente fisico cui è dovuta l’eccitazione nell’occhio delle sensazioni visive, cioè la possibilità di vedere gli oggetti. Se da una definizione tecnica ci si sposta ad una più articolata potremmo imbatterci nel pensiero di Michele De Lucchi per cui “la luce, come tutte le cose del mondo del resto, è fatta da tanti pezzetti diversi, ma la sua qualità la si percepisce nell’insieme”.
“L’architettura senza luce non è architettura” recita Alberto Campo Baeza che ha fatto nei suoi lavori una costante ricerca della luce nella qualificazione dello spazio. Essa è materia e materiale dell’architetto: dalla luce solare che riveste un edificio, che modifica la percezione dello stesso e che viene catturata e propagata negli ambienti interni, all’uso di quella artificiale. Diventa l’elemento centrale della costruzione e della creazione dello spazio,
Essa gioca una componente fondamentale per ogni artista. Dirigere l’emissione di luce sulla propria opera d’arte, plasma le sensazioni generate dai colori. Ogni fotografo deve capire le sue direzioni ed i versi in cui essa viaggia per modellare lo scatto perfetto. La luce può determinare il successo o il fallimento di qualsiasi creazione: esplora, dove, arte, architettura, design e fotografia incontrano la luce.
“La luce è l’anima dello spazio, un soffio che lo attraversa, donandogli la vita. Insegue l’ombra senza sosta, in un rituale che rende visibile lo scorrere del tempo. L’architettura è, innanzi tutto, la messa in atto di questo rituale che accende la dialettica tra fissità dello spazio e azione dinamica della luce, tra finitezza delle misure e incommensurabilità dell’elemento naturale, tra concretezza della materia e astrazione del vuoto”
Un grazie ai dirigenti del Polo Museale e al sindaco di Barletta per la fiducia e la stima manifestate con fatti concreti e reali. Un grazie al FIOF Nazionale che ho potuto realizzare il primo di un lungo progetto.
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